Esser
bella a che dunque mi giova, se ogni pace vien tolta al mio cuor? C. Bassi |
Dopo
il 1850 il grande benessere economico determinò il nascere della haute
couture. Gli abiti delle signore si arricchiscono e si allargano enormemente,
con una varietà di tessuti, di guarnizioni e di pizzi; le gonne dovevano
essere sostenute da sottogonne multiple e inamidate da cerchi e dalla famosa crinolina,
in compenso per proteggere le gambe ancora un tabù erano doverosi dei mutandoni
abbondantemente sotto il ginocchio. Spesso, soprattutto negli abiti da sera, si
usava aumentare l'impressione d'ampiezza con balze, festoni e fiori. | |
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Dal
1870 la moda però cambia: le gonne diventano piatte davanti e ricche dietro,
dove la stoffa si gonfiava su un pouf formato da diversi strati di crine di cavallo
o da un piccolo cuscino disposto come una sella sulle reni. Il vestito toccava
terra con un piccolo strascico, la vita sottile ed il corpetto attillato davano
alla figura femminile un fascino particolare. | |
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Nella
moda maschile si fa ampio uso del colore nero, adottato prevalentemente negli
abiti che diventano più attillati e più severi, la redingote, il
frac, lo stiffelius e la tuba come cappello. Per gli uomini sopravvivono due linee
essenziali: la redingote tagliata in vita per il giorno e l'abito a code per la
sera, immancabile il panciotto a doppiopetto o il monopetto per la sera con una
profonda scollatura di moda ancora oggi. I calzoni assumono una forma tubolare
molto vicina alla nostra ma senza pieghe e risvolti. |
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